MY PERSONAL SUKAJAN – ATSUSHI MATSUSHIMA

This post is also available in: English

ABBIAMO AVUTO IL PIACERE E L’ONORE DI FARE QUALCHE DOMANDA A UN ESPERTO GIAPPONESE, CLUTCH MAGAZINE, RIGUARDO LA STORIA DELLE SUKAJAN PER QUESTO FOCUS.

ALCUNI DICONO CHE IL NOME SUKAJAN DERIVI DAI TERMINI GIAPPONESI PER ‘SKY-DRAGON-JUMPER’, MA ALTRI RACCONTANO VENGA DA YOKOSUKA – CON SUKAJAN OTTENUTO DA ‘YOKOSUKA’ & ‘JAN’, PAROLA GIAPPONESE PER MAGLIONE – CHI HA RAGIONE? E POI, HO NOTATO CHE LE VECCHIE SUKAJAN ‘FATTE A MANO’ DAI GI SPESSO AVEVANO ELEMENTI-TESSUTI GIAPPONESI E CINESI INSIEME… QUAL È STATA LA REAZIONE DELLA GENTE GIAPPONESE NEL DOPOGUERRA? ANCHE LORO HANNO SEMPRE INDOSSATO SUKAJAN?

Suka viene da Yokosuka. È corretto. C’è una base navale USA <USN> a Yokosuka. Alla fine degli anni ‘40, dopo la WWII, a Tokyo – nell’area di Ginza (una molto costosa, anche oggi) soprattutto – c’erano tantissime bancarelle per strada a mo’ di mercatini delle pulci che vendevano prodotti agli ufficiali americani, per cui chiunque a Ginza provava a vender loro dei souvenir; ricordi come le bambole giapponesi o specialmente l’Obi – la tradizionale fascia che chiude i kimono (con bellissimi pattern e tessuti). Ginza era famosa tra quella gente abbiente nonostante il fatto che era un periodo in cui non c’era niente a Tokyo – a causa del bombardamento – e pure se gli Obi erano molto noti non si poteva trovare nulla di nuovo, perché c’erano restrizioni dal GHQ (il quartier generale delle forze alleate). Non a caso un sacco di roba veniva venduta come beni di seconda mano persino dentro le case della gente. I giapponesi non potevano creare praticamente niente, per esempio non si potevano fare seta o cotone dal momento che serviva un certificato dal GHQ di Tokyo – quindi allora si usava il rayon per creare in sostanza una specie di giacca in stile baseball (che è la sukajan) per imitare le baseball-jkt così amate dagli americani, che poi chiesero a sarti giapponesi di cucirgli elementi grafici sulla schiena soprattutto con filati in rayon (che si potevano utilizzare). Le giacche di allora non avevano standard alti – il rayon è difficile da impiegare – ma cuciture e ricami erano davvero belli (e fatti da sarti old-school del Sol Levante) per cui la gente mostrò le giacche agli americani per vendergliele e quelle giacche in simil-seta vendettero bene – infatti iniziarono a creare altri indumenti (pure per bimbi)… Un aneddoto interessante è che quelle sukajan avevano anche una specie di fodera tra fronte e retro, come un imbottitura, ottenuta riciclando pezze con una tecnica simil Boro, dato che allora i giapponesi non avevano accesso a seta e cotone ecc (quindi quelle giacche in rayon non erano solo capi estivi, ma a volte invernali). Inoltre, visto che il velluto di rayon in Giappone era destinato alla produzione di economiche calze Tabi invernali, i giapponesi a quel tempo eran sorpresi dalle sukajan in rayon perché in un certo senso eran fatte coi materiali delle loro calze (sorprendentemente veniva venduto come fosse seta o velluto pure se era solo rayon)… il tessuto rayon fu poi chiamato seta artificiale, o simil-seta, e divenne un materiale molto famoso per i giapponesi. Poi si cominciò a vendere le souvenir-jkt negli spacci militari PX in tutte le basi americane dislocate nel Pacifico quali Hawaii, Alaska e Corea; ecco perché ci sono tutte quelle sukajan con scritto Alaska, Guam, Hawaii ecc… A Yokosuka c’era già la base US Navy, così i giapponesi iniziarono là a vendere molte sukajan agli americani, e gli facevano anche vedere come si dovevan fare quei ricami e cuciture manuali – là prendevano pure ordini e venivano fatte esposizioni di merce in vendita, ma gli ordini venivano fatti direttamente agli stabilimenti tessili… Alcuni giovani giapponesi cominciarono a indossare souvenir-jkt nei tardi ‘70, copiando gli americani vestiti con le sukajan; prima di allora, le souvenir-jkt erano solo un souvenir chiaramente – dopo la fine dei ‘70 tra i giapponesi divennero molto popolari le souvenir-jkt, come le chiamavano gli americani – allora il nome sukajan non era ancora nato. Comunque, quando i giapponesi stavano cercando le souvenir-jkt, qualcuno deve aver detto che ce n’erano nell’area di Yokosuka; ecco perché probabilmente il nome dato alle giacche dai giovani giapponesi deriva da giacca di Yokosuka e quindi suka-jan. Sukajan è il modo giapponese di chiamare le souvenir-jkt, mentre gli americani dicono sia souvenir-jkt che embroidered-jkt… Durante le guerre americane contro Corea e Vietnam i GI di base in Giappone volevano comprare tutte quelle souvenir-jkt – erano dei souvenir molto popolari – come anche quelle giacche coreane e vietnamite create pure per i civili (tipo la ‘vetojan’: la souvenir-jkt del Vietnam con ricami fatti a mano e la tradizionale fodera azzurro cielo dell’abbigliamento locale che è l’Aozai). A quel tempo Okinawa era stata conquistata dagli USA e i loro GI chiedevano ai sarti giapponesi dei ricami sul retro delle loro giacche (non solo le varsity, ma anche le MA-1 o anche altre giacche militari) – era un’abitudine davvero comune per loro – così la gente di Okinawa iniziò a fare molte di quelle giacche, notando che andavano alla grande. Pensate che nell’aero-base di Kadena ci sono ancora alcuni dei primissimi sketch di sukajan customizzate dei ‘50-’60.

QUANDO I PRIMI GIAPPONESI COME TOYO ENTERPRISES HANNO INIZIATO A CONFEZIONARE O RIFARE SUKAJAN? IN PIÙ, HO VISTO UN SACCO DI GIACCHE ISPIRATE DALL’ICONOGRAFIA DEL PERIODO EDO E STILI QUALI UKYOE, GEISHA, YOKAI ECC; PUÒ ESSERE CHE QUEI RICAMI ABBIANO ‘SIGNIFICATI SEGRETI’?

In Yokosuka, soprattutto ad Ameyoko – la tradizionalissima strada in cui i giapponesi iniziarono a vendere agli americani – ci sono aziende di fine anni ‘40 che fanno souvenir-jkt tuttora (non come Tailor TOYO che per esempio s’è fermata un po’ durante i ‘50-’60 per ricominciare poi negli ‘80, seguita nei ‘90 da EVISU, DryBones, Pherrow’s, Histeric Glamour e molti altri brand streetwear)… A proposito dei design delle sukajan, le truppe di GI sulle loro giacche non volevano solo immagini orientali come aquile o tigri e dragoni a mo’ di fantasie, ma iniziarono anche a mixare varie iconografie giusto per rendere le cose (e le souvenir) diverse.

OGGI PRODUCONO SOUVENIR-JKT PURE LE LABEL HIGH-END, TUTTAVIA SEMBRA CHE IN GIAPPONE SIANO IN QUALCHE MODO ‘CONNESSE’ A GANG & YAKUZA (ANCHE NEL FILM ‘YAKUZA APOCALYPSE’ DEL PAZZO REGISTA TAKASHI MIIKE UN PAIO DI YAKUZA LE INDOSSANO); LE SUKAJAN HANNO DAVVERO UNA ‘BRUTTA REPUTAZIONE’? PERCHÉ?

La ragione principale per cui le sukajan hanno quella ‘brutta reputazione’ è dovuta all’influenza di TV, film e serie; dal momento che i giapponesi in realtà hanno cominciato a portare sukajan copiando gli americani nei tardi ‘70, stessa cosa per l’aura ribelle delle giacche di pelle per esempio, o come i jeans nell’USA dei ‘50 con James Dean e i ribelli… in Giappone era così nei ‘70, ed ecco perché nei TV show ecc per i loro showrunner era facile etichettare lo yakuza o l’antagonista vestendolo proprio con una sukajan. Così le sukajan divennero un simbolo dei personaggi negativi, e lo stesso accadde alle aloha-shirt; quand’ero molto giovane ero solito indossare camicie hawaiane – e mi ricordo che mio nonno ne era sempre tutt’altro che felice. A metà ‘80 si iniziò a portare sukajan per moda ma non c’è un’immagine negativa dietro al capo (forse giusto nei ‘70 o ‘80 potevano avere una certa brutta reputazione, non oggi). Per cui se fuori dal Giappone le sukajan hanno ancora quell’aura negativa è più per via di TV e cinema.

UNA DOMANDA PER I CACCIATORI VINTAGE: QUALI SONO I DETTAGLI TIPO RICAMI-TESSUTI CHE TI FANNO DISTINGUERE UN’ORIGINALE SUKAJAN RETRO? DEVONO IMPAZZIRE PER STILI ECC?

La qualità dei ricami è il dettaglio più importante. È così perché in origine le sukajan erano fatte solo con vecchie macchine da ricamo verticali, ed è molto difficile creare ricami grafici tipo tigri o dragoni con quel tipo di attrezzatura (devi davvero essere un sarto di prima classe) – ma se usi moderni macchinari da ricamo non c’è possibilità che tu ottenga mai lo stesso effetto, la superficie del ricamo s’appiattisce e intorno al tessuto si stringe tutto…

INFINE, C’È UNA PARTICOLARE SUKAJAN (VECCHIA O NUOVA) CHE T’HA FATTO INNAMORARE? CHI È IL PRODUTTORE E QUALI SONO I SEGNI PARTICOLARI DELLA SUA ‘NATURA’?

Mi piacciono le sukajan classiche come quelle di Tailor TOYO, e riguardo ai design amo la tigre, che è molto tradizionale. Parlando di vintage non possiamo dimenticare una vecchia souvenir-jkt con la grafica di un serpente che esce da un teschio (dovrebbe valere più di un milione di yen). Quest’anno abbiamo visto davvero molte sukajan, i giovani a Shibuya e Harajuku ne portano un sacco, le ragazze soprattutto ne sfoggiano stili incredibili.