RAY-BAN “NEVER HIDE”

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Ray-Ban non s’è mai nascosto, anzi. Dal 1937 ai giorni nostri ha influenzato tanto la ‘celebrity-culture’ quanto quella underground, rinnovandosi sempre – sia nelle innovazioni tecnologiche sia in quelle di design – divenendo un’icona eyewear per antonomasia.

Facciamo un passo indietro: sono gli anni ’30 e per i piloti dell’US Air Force la Bausch & Lomb forgia occhiali con lenti verdi antiriflesso, così nascono Ray-Ban e i primi ‘Aviator’. L’anno seguente, il brand lancia gli ‘Shooter’ con lenti ‘Kalichrome’ e il classico cerchio centrale ‘portasigaretta’, e nel ’38 rifà centro con gli ‘Outdoorsman’, per cacciatori-pescatori. Nei ’40, poi, l’aviazione americana si rivolge di nuovo a Ray-Ban (che sviluppa varie novità, tra cui lenti a specchio sfumate) ma pure i civili cercano i prodotti della label, abile già in quei tempi a fare il salto da ‘funzione bellica a estetica pop’. Dopo la WWII, il brand potenzia il proprio appeal e approda nel cinema, infatti il ’52 è l’anno degli inconfondibili ‘Wayfarer’ (ricordate J.Dean in ‘Gioventù bruciata’?), il ’53 dei ‘Signet’ e della lente grigia ‘G-15’, mentre nel ’57 vengono alla luce i ‘Caravan’ (resi famosi da R.De Niro in ‘Taxi Driver’) e nel ’58 la prima linea per il gentil sesso. Durante i ’60 e il loro spirito di cambiamento, Ray-Ban a sua volta si ‘rinfresca’ ulteriormente, quasi raddoppiando i propri accessori nel ’69 e venendo internazionalmente apprezzato per stile e qualità – non solo degli occhiali ma anche dei fini packaging.

Inoltre, più Ray-Ban sfodera nuovi modelli, più Hollywood se ne innamora; gli ‘Olympian I e II’ (del ’65) li veste P.Fonda in ‘Easy Rider’, e i ‘Balorama’ (’68) C.Eastwood in un ‘Ispettore Callaghan’, di quell’era ricordiamo poi i ‘Meteor’ e ‘Laramie’… Negli anni ’70 la label si adatta al mercato – due direzioni: sport e fashion – e se da una parte lancia i ‘Vagabond’ e ‘Stateside’ (con lenti ‘G-31’ o ‘G-15’) dall’altra crea occhiali specifici per la montagna (lenti a specchio) e nel ’74 affianca alla propria offerta da sole una linea da vista, con lenti fotocromatiche ‘Ambermatic’, molto adatte per gli sport invernali. Tornano alla ribalta negli ’80 i ‘Wayfarer’ grazie ai film ‘Blues Brothers’ e ‘Risky Business’, così come gli ‘Aviator’ con ‘Top Gun’ (due modelli legati anche al re del pop, M.Jackson), e pure nei ’90 Ray-Ban si conferma la label più amata dal cinema; i ‘Clubmaster’ figurano in ‘Malcolm X’ e ‘Le iene’, così i ‘Predator’ in ‘Men in black’ e gli ‘Shooter’ in ‘Paura e delirio a Las Vegas’. A fine decade, nel ’99, Luxottica acquisisce la divisione montature di Bausch & Lomb, e Ray-Ban s’appresta a scrivere una nuova pagina della propria storia, tra innovazioni stilistiche e funzionali, di cui tutti conosciamo i protagonisti. Più avanti, nel 2003 la label firma le linee ‘Vista’ e ‘Junior’ (dettagli ad hoc per protezione ed estetica) e nel 2006 rilancia i ‘Wayfarer’ tramite il fotografo M.Rock e il servizio ‘Ray-Ban Uncut: The Wayfarer Session’ (con varie guest indie). L’anno dopo la label esce a NY con la campagna interattiva ‘NEVER HIDE’ (i fan al centro dell’attenzione), nel 2008 con le collabo multimediali ‘Ray-Ban Remasters’ e nel 2009 con ‘Never Hide Colorize’ (kit con ‘Wayfarer’ bianchi da personalizzare) la cui paletta colori è ampliata con la serie ‘Rare Prints’, ispirata ai trend pop e divisa nelle linee ‘Comic’ e ‘Button Pins’. Poco dopo, il brand sottolinea la propria leadership grazie alla collezione ‘Tech Carbon Fiber’ (robusta ma leggera) e alle lenti ‘P3’ e ‘P3 Plus’ (super polarizzazione e definizione). Nel 2010 tornano in auge gli ‘Aviator’, poi, nel 2011 nasce ‘Ray-Ban Light Ray’, serie di occhiali da sole-vista per la linea ‘Tech’ (titanio ipoallergenico e lenti intercambiabili), da lì in avanti il brand rimette sotto i riflettori i propri iconici modelli: e i ‘Cats 1000 e 5000’, ‘Round’, ‘Meteor’ e ‘Laramie’ vivono di nuovo in chiave moderna. Sempre nel 2011 il claim ‘NEVER HIDE’ si rifà notare in tutto il mondo, e la label non smette di studiare-implementare le soluzioni tecnologiche che l’hanno resa grande; un recente progresso è l’inserimento del materiale termoplastico ‘LiteForce’ negli ‘Aviator’, per resistenza e flessibilità record. Due qualità che, insieme a gusto e resa, fanno di Ray-Ban un classico senza tempo, dalla storia infinita, e così continueranno a fare. Sotto gli occhi di tutti per giunta – never hide.