HIGHLAND PARK BOWL | LA’S VINTAGE BOWLING ‘PERFECT GAME’

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Durante il nostro ultimo viaggio a caccia di vintage-denim negli USA non abbiamo scovato  solo perle rare, ma abbiamo anche trovato un posto dal gusto retro che valeva la pena scoprire. E credeteci, se andate a LA, allora non potete perdervi l’incredibile Highland Park Bowl.

È la nuova scommessa di 1933 Group – team composto da Bobby Green, Dimitri Komarov e Dmitry ‘Dima’ Liberman – che dopo l’opening del The Little Cave ha fatto un altro ‘strike’ con l’Highland Park Bowl.
Come vuole la sua storia, la location è stata aperta nel 1927 con la doppia funzione di farmacia di quartiere e luogo d’incontro sociale. Allora il paese era nel bel mezzo del Proibizionismo e il Dipartimento del Tesoro USA autorizzava i medici a prescrivere ricette per alcol terapeutico. Così i dottori con l’autorizzazione del governo alle ricette prescrivevano ai propri pazienti regolari dosi di whiskey e altri alcolici; infatti per fare soldi facili in quei bei vecchi tempi, in tutto il paese comparirono farmacie che vendevano farmaci alcolici. Più avanti all’Highland Park un’azienda proprietaria dell’Highland Park Pharmacy fece un accordo col fiorista locale per aprire un multistore più grosso e conveniente – che poi diventerà l’Highland Park Bowl.

Il palazzone comprendeva la farmacia, un negozio di musica, le piste da bowling, un’area ricreativa e vari uffici medici situati al piano superiore; ciò permetteva ai clienti di ottenere una prescrizione al piano di sopra (il costo standard di una prescrizione di whiskey era circa tre dollari) per poi tornare al piano di sotto a sfruttare la propria ricetta e finalmente godersi bevuta e bowling approvati dal medico.
Più avanti, negli anni ’30, l’Highland Park prosperava, i teatri illuminavano il quartiere e la scena artistica fiorì (intorno al 1933, il negozio di musica del multistore ottenne pure un permesso per performance musicali live) – parallelamente l’Arts & Crafts Movement (Movimento Arti e Mestieri) capeggiato da William Lees Judson e George Wharton James prese forma nella regione, mentre i residenti cercavano un modo per connettere architetture e costruzioni con la fisica dei paesaggi che avevano intorno. Un altro aneddoto interessante è che, a un certo punto dei ’30, venne commissionato ai fratelli Anderson un murale per l’Highland Park Bowl al fine di ritrarre lo scenario circostante, e oggi il wallpainting ha ancora il suo meritato posto al Bowl.
In ogni caso, nel 1966 circa Joseph ‘Mr. T’ Teresa acquistò la proprietà e la rinominò Mr. T’s Bowl – con una ristrutturazione totale, celò il design originale e il murale, e trasformò lo spazio in un luogo di ritrovo ’50s tramite controsoffitti e coperture murali. Ma la fortuna non era dalla sua, dato che durante gli anni ’80 il bowling perse d’appeal nel paese e al Mr. T’s le piste vennero spente e coperte da un largo tendone.
Il posto mutò in una movimentata location musicale, col palco costruito di fronte al tendone che ospitava artisti locali di vari generi. Alla fine Mr. T morì nel 2005, tuttavia non era la fine del Bowl a sua volta, infatti nel 2015 venne rilevato da 1933 Group che ne ha ristrutturato lo spazio.

Guidato da vent’anni da Bobby Green (una vecchia conoscenza di The Overall mgz, vedi il focus Frozen Few nel nostro scorso numero), Dimitri Komarov e Dmitry ‘Dima’ Liberman, 1933 Group ha riportato il palazzo all’originale scopo dell’Highland Park Bowl rimuovendo anni di elementi rimodellati per rivelare l’estetica Spanish Revival di facciata e struttura della location.


Anyway, around 1966 Joseph ‘Mr. T’ Teresa purchased the property and renamed it Mr. T’s Bowl – with a complete overhaul, he concealed the original design and the mural, and transformed it to a mid-century style venue with dropped ceilings and wall coverings. But his luck was about to run out, since during the ’80s bowling across the country began to diminish and at Mr. T’s the lanes went dark and were covered by a large curtain. The space evolved into a bustling music venue, with a stage built in front of the curtain hosting local artists spanning various genres. In the end Mr. T passed away in 2005, yet it wasn’t the end of the Bowl too, as in 2015 the 1933 Group took over to restore the space.

Run by Bobby Green (an old acquaintance of The Overall mgz, check the Frozen Few focus on our previous issue), Dimitri Komarov and Dmitry ‘Dima’ Liberman since twenty years, 1933 Group has revived the building to its original purpose as Highland Park Bowl and peeled away years of remodelled elements to reveal the Spanish Revival aesthetic of the building’s façade and structure.

Il loro capolavoro ha richiesto un bello sforzo; è stato un eccellente work-in-progress che alla fine ha riportato alla luce particolari decorativi come l’architettura con archi a traliccio, vari lucernari e il murale dei fratelli Anderson. Senza tralasciare un compendio di pezzi vintage dal passato del posto, che donano allo spazio il suo feel raw e industriale. Per esempio i posa-birilli sono stati trasformati in lampadari, i macchinari del bowling riutilizzati a mo’ di mensole da bar, mentre molte vetrine mettono in mostra oggettistica, gagliardetti e accessori da bowling a riscoprire la cronologia del palazzo. In più sono stati recuperati e ristrutturati alcuni posa-birilli ’80s della Brunswick così che i bowler possano osservare il funzionamento del macchinario mentre bevono, giocano e ascoltano musica live – proprio come si faceva in origine negli anni d’oro dell’Highland Park Bowl.
In quest’ampissimo spazio da scoprire, arcate in legno e un maestoso salone accompagnano gli ospiti attraverso un ’emporio di eventi’, dalla sala dedicata alla musica chiamata ad hoc Mr. T’s Room (nello spazio del music store originale) alla mini-birreria, dalla cucina open-air a doppio bancone-bar a ferro di cavallo e otto piste da bowling (col murale restaurato dell’Arts & Crafts Movement ’30s sullo sfondo).

In ultimo ma non per importanza, all’Highland Park Bowl vantano pure una gustosa offerta di piatti e cocktail, e soprattutto fanno un’esagerata vera pizza in stile Sud Italia – tanto a prova di italiani quanto l’intero Bowl ha un mood 100% Americana!
Ecco perché, se passate da LA, dovete far visita all’Highland Park Bowl by 1933 Group – senz’altro un ‘perfect game’.