USA STUFF: LOST & FOUND

Lost&Found4Itw by Antonio Isaja – Pics by Cristian” Murio” Murianni

COME NASCE LOST & FOUND?

Lost & Found è un progetto nato da un’opportunità parallela: viaggiavamo negli Stati Uniti per lavoro, diverso da quello che poi è diventato lo scopo di Lost… già appassionati di vintage e incantati da tutto questo materiale che ci sarebbe piaciuto acquistare a livello personale (ma date le dimensione di molti pezzi impossibile da portare a casa), ci solleticò l’idea di far diventare questa passione un vero e proprio lavoro. Quindi abbiamo cominciato a ragionare su come avremmo potuto organizzare l’acquisto di una considerevole quantità di materiale tale da gestire completamente e autonomamente una spedizione dagli USA; successivamente stoccarla in Italia all’interno di un magazzino e a quel punto pensare che tipologia di attività intraprendere. Ci rendemmo conto che nel nostro paese stava tornando una mentalità di “ripresa del passato-vissuto” lasciando alle spalle il periodo minimalista. Ci siamo da sempre concentrati su una tipologia di merci non presenti in Italia, un vissuto che ha fatto parte della nostra infanzia con il “mito americano”, cercando nei loro ‘garage’ (i loro tipici mercati dell’usato che possono aver luogo anche nel cortile di casa)… e così cominciammo i primi carichi nel 2011.

COM’È NATA PER L’APPUNTO LA VOSTRA PASSIONE PER IL VINTAGE AMERICANO?

È stato proprio un richiamo all’infanzia, l’emozione che abbiamo vissuto viaggiando e vedendo quegli oggetti già presenti nel nostro immaginario… con quanta gente ci siamo ritrovati a dire “Ti ricordi il telefilm o l’attore?”, immagini che in USA sono ancora vive: vuoi perché loro non hanno avuto guerre sul territorio tali da eliminare materiale storico, vuoi per la loro mentalità di rendere disponibile e in vendita tutto a tutti; non si legano come noi agli oggetti materiali. Forse anche per i grandi spazi che hanno a disposizione e alla facilità con cui cambiano vita, spostandosi da uno stato prettamente freddo al nord per magari andare a vivere la seconda metà della vita al sud con il caldo – così vendono tutto ciò che hanno, il loro vissuto precedente.

POTETE RACCONTARCI BREVEMENTE COME SI STRUTTURAVA LA VOSTRA ATTIVITÀ, DALLA RICERCA NEGLI STATES FINO ALLO STOCCAGGIO IN ITALIA?

Principalmente non abbiamo in testa dall’inizio cosa andremo a cercare durante ogni viaggio, sono i diversi stati che ci stimolano all’acquisto dei vari prodotti; proprio per la vastità dell’America stessa, le “props” che si trovano a nord piuttosto che a sud sono differenti. Viaggio dopo viaggio ci siamo resi conto, portando a casa i primi container, che smontavamo la merce nel magazzino un po’ dove c’era posto senza un vero e proprio criterio… abbiamo poi capito di dover creare delle nicchie con una loro identità, cominciavano ad avere delle tematiche: per esempio il barber shop, con una sedia da barbiere poteva poi mancare il carrellino degli strumenti, la specchiera piuttosto che il set di rasoi… ed ecco che durante le spedizioni successive cercavamo di completare i diversi temi che si creavano all’interno del nostro spazio. L’esperienza ci ha insegnato che dovevamo noleggiare dei truck per poter strada facendo acquistare del materiale e arrivare a riempire il mezzo direttamente al “mercatino delle pulci” del caso (così come viene chiamato li, in realtà sono spazi enormi) per poi poterlo trasferire al meglio ottimizzando lo spazio nel container. Da quando viene sigillato il carico arriva nel porto italiano entro 40/45 giorni; poi tra sdoganamento e passaggi burocratici ci vuole più o meno un’altra settimana. Poi in magazzino, quando arriva materialmente la merce, c’è la fase finale forse più impegnativa: le “props” vengono codificate, fotografate, descritte e quindi messe online… è la parte più importante alla quale dedichiamo più tempo e che ci dà la grossa visibilità. LOST&FOUND3COSA RAPPRESENTANO PER VOI GLI OGGETTI “A CUI RIDATE VITA”?

Spesso acquistiamo degli articoli perché le persone che ce li raccontano trasmettono una passione nel farlo, conferendo il loro vissuto e dando un’aura di poesia all’oggetto; alle volte non sono le grandi quantità che fanno la differenza, piuttosto una particolare sedia che è stata usata nel tal posto, magari da un particolare personaggio. Per ogni pezzo ci sarebbe molto da raccontare, alcuni sono addirittura collegati direttamente alla nostra memoria perché visti in qualche opera cinematografica o pubblicità. Quando li descriviamo per la vendita online o per il noleggio cerchiamo di condirli con questi dettagli che spesso suscitano l’interesse dei clienti.

POTETE RACCONTARCI DELL’EVOLUZIONE DI LOST & FOUND, IN AMERICA E INITALIA, NEL CORSO DI QUESTI ANNI?

Prima c’era meno sensibilità nel mercato italiano, mentre da sempre per gli americani la presentazione fa parte del servizio: per la riuscita finale il 50% lo fa il prodotto e il 50% il ‘profumo’ che uno dà al prodotto stesso! Qui questa cultura è sempre stata messa abbastanza in secondo piano, solo negli ultimi anni notiamo un cambio nella direzione: ora svariati marchi, grandi aziende o gli shop stessi ci tengono a dare una certa immagine e un certo feeling al prodotto all’interno del negozio… lo store non è più un luogo dove comprare solo un oggetto, ma diventa un posto dove scegliere quel qualcosa che starà con te e ti accompagnerà: deve quindi avere la giusta emozione ed essere esposta nella maniera appropriata. I negozi e i brand che oggi si affidano alla nostra professionalità sono sempre di più, anche se parliamo del 5% in Italia… soprattutto gli shop sono entrati nell’ottica di diversificarsi dal resto tramite oggetti unici d’arredo, incentivando i clienti a entrare e comprare i loro prodotti.

CHE PROGETTI STATE SEGUENDO IN QUESTO PERIODO?

Stiamo facendo diversi lavori sia con scuole di visual che con diverse scolaresche, anche con master di formazione… perché Lost è una realtà molto interessante sia dal punto di vista culturale che lavorativo. Stiamo comunque cercando di farci conoscere per la nostra atipicità, come stiamo appunto facendo per un bellissimo borgo qui vicino: stiamo organizzando non il solito mercatino del vintage, ma il recupero di uno stile, un modo di presentare le cose nella maniera ‘Americana’, per la prima volta allestendo l’intero borgo. Comunque nell’Americana style, all’insegna del vivere molto easy e del dare un valore alle cose indipendentemente da quanto valgano a livello effettivo.Lost&Found1QUALI SONO LE ZONE PIÙ INTERESSANTI E PARTICOLARI DOVE RICERCARE I VARI MATERIALI NEGLI STATI UNITI?

Gli Stati Uniti sono interessanti nella loro totalità, perché in ogni sua area ci sono delle particolarità proprie: se sei vicino al mare trovi determinate tipologie di merci, se sei al nord magari ne scovi comunque di origine marittima ma diverse in relazione a climi e abitudini differenti. Oppure merci più Western quando ci si sposta nella zona del Messico, magari qualche prodotto più legato all’agricoltura piuttosto che all’industria. Gli americani si muovono molto, quindi il materiale che si trova è molto diversificato nelle varie aree; noi per concetto giriamo tutti gli stati, perché ci piace culturalmente andare a vedere dalla parte alta del Wisconsin ai confini col Canada fino alla Florida.

QUALI SONO I PERIODI STORICI PIÙ IMPORTANTI PER LA STORIA E PER IL DESIGN AMERICANO IN CUI RICERCATE LE PROPS?

Ci sono dei grandi gruppi in realtà, gli anni ’30 sono collegati a un periodo di grande evoluzione nella storia americana – dovete considerare che in America non ci sono sostanzialmente state delle guerre sul territorio, quindi c’è molto materiale. Senza dubbio anche gli anni ’60-’70-’80 sono tra i periodi più forniti della storia americana.

DURANTE L’ATTIVITÀ DI LOST & FOUND, QUALI SONO I PEZZI PIÙ IMPORTANTI CHE AVETE RECUPERATO?

C’è stato un pezzo che, purtroppo o per fortuna, è stato venduto: era il retro di un banco da bar di un hotel, uno dei primi a Miami. Questo era proprio un pezzo di storia assoluta e, ricercando fra le foto dell’epoca che ritraevano la zona in cui era collocato, l’hotel è proprio risultato l’unico di quel periodo. Ora ha ‘ripreso vita’ in un importante showroom del centro Italia, ma siamo contenti perché apprezziamo la realtà in cui è andato a posizionarsi. La verità è che spesso ci affezioniamo ai pezzi che trattiamo… c’è stato poi un organo ad aria, anche quello un gran pezzo dell’800, una meraviglia; lo abbiamo poi venduto a un appassionato di pianoforti. Anche una scrivania di un ufficio postale dei primi del ‘900, ancora con qualche timbro dell’epoca e le caselline dove venivano smistate le lettere; per noi tanti oggetti hanno valore non per l’età ma per quello che rappresentano… per esempio vi ricordate il mobile del lustrascarpe che avevate visto l’anno scorso nello Spazio Ansaldo a Milano? Anche quello fa parte della storia americana, dell’immaginario di un determinato mestiere; ora è in uno splendido negozio in Korea, riproducendo quasi una “zona Lost & Found” con altri pezzi che abbiamo scelto molto apposta per loro… non possiamo definirla una ‘Lost Korea’ ma ci sarà sicuramente collaborazione come fornitori. Per tanti stranieri il gusto tipicamente italiano che mettiamo nella ricerca, e un po’ in tutte le cose che facciamo, rappresenta una garanzia nella riuscita di un progetto.Lost&Found2QUALI SONO GLI OGGETTI PIÙ RICHIESTI?

I ‘tavoli riviera’, la cassetteria e le appenderie in generale, poi lampade, poltrone (specialmente in pelle), tradizionali sedie americane in tessuto, i ventilatori, il classico mappamondo… noi lavoriamo molto su temi, quindi magari facciamo una vetrina sui motori ed escono pezzi su quel genere. Comunque soprattutto quello che riguarda l”accoglienza’, quindi sedie, tavolini, lampade… finalmente anche in Italia stanno cominciando a dare più importanza al concetto di benvenuto.

QUALI SONO GLI EVENTI PIÙ IMPORTANTI CON CUI AVETE COLLABORATO O ALLESTITO IN QUESTI QUATTRO ANNI?

Per primo sicuramente Denim Boulevard 2014, è stato un passo molto importante per noi; senza dubbio il Salone del Mobile a Milano, il Motor Bike di Verona, ma abbiamo anche allestito vari stand al Pitti di Firenze e al Bread & Butter di Berlino, oltre che all’Eicma e al Micam di Milano.

PER CONCLUDERE, QUALI SONO I VOSTRI PROGETTI FUTURI?

In questo momento la nostra idea è quella di identificare le nostre vie-obiettivi di lavoro: dobbiamo farci conoscere senza svilire il nostro prodotto – cioè tante volte compri prodotti al mercatino e riesci a fare un allestimento, ma non c’è un progetto, uno studio, un sistema, la professionalità insomma – noi cerchiamo di creare uno spirito e un’anima per ogni allestimento, una certa coerenza con quello che è il significato dell’esposizione, del brand, del negozio o dell’evento che sia. Avremmo bisogno di trovare delle collaborazioni su Milano per essere più funzionali, stiamo infatti sviluppando dei contatti per organizzare un magazzino, uno spazio Lost & Found a Milano. Vorremmo coltivare sempre più la nostra capacità di selezionare materiale e fare acquisti, quindi ci piacerebbe avere delle persone in Italia che ci facciano da dealer dandoci una possibilità maggiore di recuperare più e più freschi oggetti. Infatti la formula che molti stanno apprezzando è quella del noleggio, poiché permette di dare emozioni sempre nuove ai clienti. Infine puntiamo ad aumentare i contatti con gli addetti del settore, come i visual – perché ci siamo resi conto che ce ne sono tanti ma non molti fanno ricerca. Lost deve diventare un punto di riferimento del reale Americana style in Italia, portando storie, oggetti ed emozioni vere!