Itw by Antonio Isaja

DOVE, COME E PER QUALE RAGIONE HAI INIZIATO LA TUA CARRIERA DI FOTOGRAFO?

Ho iniziato a fotografare nel 1996, durante il mio primo anno alla Ohio State University. Ho cominciato a scattare perché le immagini sono sempre state il mio mezzo principale di apprendimento; se prendevo in mano un libro o una rivista finivo ogni volta per guardare soltanto le fotografie. Ero anche affascinato dalle foto vintage, le osservavo e mi facevo mille domande sulle persone ritratte… allora mi sono iscritto a un corso di cinematografia, per studiare sia cinema che fotografia di nuovo, e da quel momento ho preso a scattare di tutto, imparando dai miei errori e approdando alla fine a uno stile molto personale.CORY ITWCI PUOI RACCONTARE COME SI E’ EVOLUTA LA TUA PROFESSIONE NEGLI ANNI?

L’evoluzione del mio lavoro è andata di pari passo con quella tecnologica. Sempre più persone si sono avvicinate alla fotografia grazie ai dispositivi mobili e alle app per far foto, ma sono ancora convinto che per arrivare a un risultato di un certo livello ci voglia un fotografo professionista. Credo sia soprattutto una questione di occhio, assenza che risulta abbastanza ovvia quando si guarda il lavoro di personaggi improvvisati, estranei al mestiere.

CHE TIPO DI EQUIPAGGIAMENTO UTILIZZI?

In genere uso una Canon con lenti della serie L. Per i progetti speciali mi affido ancora alla mia Hasselblad analogica o alla Mamiya RZ67.

QUINDI USI ANCHE MACCHINE ANALOGICHE? 

Ho usato esclusivamente macchine analogiche finché ho preso parte a uno shooting con un mio collega che ne usava una digitale. Io ero lì che cambiavo rullini per la metà del tempo e intanto lo vedevo scattare senza sosta, mentre io mi perdevo non pochi scatti buoni. Alla fine, per quanto fossi intenzionato a non cedere alla tentazione digitale, mi sono dato per vinto. Ma ci sono ancora occasioni in cui scatto a pellicola comunque.CORY ITWPERCHE’ TI HANNO SOPRANNOMINATO IL “BANDIT PHOTOGRAPHER”?

Avevo un cane che si chiamava Bandit, e non esito a dire che era il mio miglior amico. Per rendergli omaggio, quando se n’è andato, ho chiamato il mio blog banditphotographer.com. Ma è un nome azzeccato pure perché ho sempre avuto una grande ammirazione per i banditi del vecchio West.

HAI UN’ATTENZIONE MANIACALE PER I DETTAGLI… E’ UNA SPECIE DI MARCHIO DI FABBRICA?

Già, in effetti ho un bel ‘problema’ con i dettagli. Mi capita di sedermi lì e fotografare lo stesso soggetto per ore, finché non arriva qualcuno a dirmi basta. Forse non ho ancora capito fin dove posso spingermi con quest’inclinazione, credo faccia parte della mia natura, in fondo sono un collezionista.

COSA TI AFFASCINA MAGGIORMENTE DELLA STORIA AMERICANA?

Uno degli aspetti che mi colpisce di più è l’incredibile semplicità nello stile di vita Western e al tempo stesso la cura maniacale per i dettagli che la gente metteva nel modo di vestire, nel look e nel quotidiano. Se prendi in esame il loro design o l’abbigliamento è quasi da non crederci. I packaging dei prodotti, il lettering, le stampe… e poi è stupefacente la capacità che avevano le persone dell’epoca di customizzare i prodotti per adattarli meglio alle proprie esigenze.CORY ITWQUALE PENSI SIA IL PESO DEL DENIM NELLA STORIA STATUNITENSE?

Il denim ha un ruolo enorme nella storia americana: era l’abbigliamento dei lavoratori, la gente lo indossava mentre costruiva i palazzi, le ferrovie e anche le fattorie, oppure veniva usato per cacciare e durante il lavoro in miniera… è parte del paese insomma. È qualcosa che non passerà mai di moda.

SEMPRE IN TEMA USA, A QUALI FOTOGRAFI TUOI CONNAZIONALI TI ISPIRI DI PIU’?

Sono tanti e molti di loro pure sconosciuti. Per esempio, i fotografi della polizia sono stati un’incredibile fonte d’ispirazione per me. Avevano una grandissima capacità di catturare la reale personalità di chi stavano fotografando. Ho alcune foto segnaletiche del periodo tra il 1800 e il 1930 e li considero alcuni tra i migliori ritratti che abbia mai visto. A parte questo, la mia personale lista comprende nomi come Kinsey, Les Krims, Weegee, Diana Arbus, Leonard Freed, Bruce Davidson e Joel Peter Witkin.

 

ALCUNI TUOI SCATTI SONO ABBASTANZA ESTREMI, IN PARTICOLARE QUELLI CON MIKE HODIS… PARLACI DELLA VOSTRA COLLABORAZIONE.

Ho lavorato per alcune aziende di denim-workwear e la cosa che apprezzo di più in questo ambiente è la grande libertà che vi si respira. Gran parte dei brand di questo genere non sono gestiti da una grossa società ma dalla gente che ne ha creato il concept originale e tuttora ne confeziona i prodotti. Uno dei miei servizi preferiti è stato quello con Christophe Loiron (Mister Freedom) e il suo gruppo: avevamo deciso solo qualche location e ce ne siamo semplicemente andati in giro a scattare mentre cazzeggiavamo e ci divertivamo. Niente stress, solo la voglia di godersela e tornare con qualche bello scatto. L’unica parte tesa è stata quando ci hanno sbattuto fuori dalla prima location a calci, ma in un modo o nell’altro ci siamo arrangiati pure lì… Anche con Left Field ho fatto alcuni servizi memorabili.CORY ITWE QUALI SONO GLI SCATTI PIU’ ESTREMI CHE HAI FATTO?

Be’, penso che uno dei più radicali sia stato uno shooting che abbiamo realizzato con Mike in una delle più sperdute città fantasma del vecchio West. Per raggiungerla c’è voluta un’ardua camminata attraverso terreni sconnessi con tanto di serpenti a sonagli e temperature micidiali. Abbiamo impiegato quattordici ore per arrivarci e dodici per tornare, con il termometro che segnava oltre trentotto gradi. E pensa che ho fatto gli scatti migliori quando eravamo completamente distrutti e disidratati.

DA DOVE NASCE LA TUA PASSIONE PER IL MONDO DELL’HERITAGE?

È la naturale conseguenza del mio amore per fotografia e storia d’epoca. Mi piace fotografare gente con personalità. Mi sa che sono attratto da ciò che è ‘rough & rugged’. Qualcuno potrebbe pensare che il mio lavoro è un po’ dark, addirittura macabro; per me la bellezza è quella. Alcuni mi hanno anche accusato di sfruttare i soggetti che fotografo, il che per me è un insulto. La gente ha lavorato duro per costruire gli USA e questa è la cosa che mi piace di più. Ho passato anni a collezionare foto di lavoratori americani, ho migliaia di loro scatti nei rispettivi vestiti di ogni giorno… sto lavorando a un libro in cui mostrerò queste immagini insieme all’abbigliamento e agli utensili originali usati allora da minatori, taglialegna, contadini, operai, ferrovieri, cacciatori… spero sarà pronto per l’inverno 2015, quindi tenete gli occhi aperti.

QUALI SONO I TUOI DENIM BRAND PREFERITI?

Sono molti i marchi che mi piacciono al momento: Mister Freedom, Blue Blanket, Jack/Knife Outfitters, Rising Sun, Left Field, W.H. Ranch Dungarees, Hudson’s Hill, Rogue Territory, Red Wite Blue, Warehouse, RRL, LVC, Filson, Nigel Cabourn e Buzz Rickson’s… spero di averli menzionati tutti!

CORY ITW

 

www.banditphotographer.blogspot.it

www.corypiehowicz.com